Si vis pacem para bellum (Se vuoi la pace, prepara la guerra)

E’ ormai noto che gli USA sono guerrafondai dichiarati anche se ultimamente, alla luce delle recenti elezioni di midterm, sta cambiando il vento atlantico.

Ma sorge la questione preventiva. Il presidente americano ha sempre sostenuto la necessità di prevenire e quindi stanare le nazioni “canaglia” ma la recente occupazione militare dell’Iraq sembra in qualche modo aver cambiato gli scopi del conflitto data l’instabilità socialpolitica irachena. Parlare di nuovi obbiettivi statunitensi è riduttivo e fuori luogo per cui mi limito a contestare le modalità con cui fu trattata la questione irachena (dai richiami ONU all’invasione).

Lo status attuale iracheno è e rimarrà instabile a causa del forte radicalismo religioso ed analfalbetismo confermando così la “sconfitta” morale degli stati uniti ed alleati. Va ricordato che all’indomani dell’invasione non furono trovate quelle tanto famose e chiaccherate armi biologiche di cui Saddam si vantava.

Non nego che sia necessario contrastare il terrorismo e che sono cmq fiero che il popolo italiano e quello americano siano uniti da una solida amicizia. Ma, nonostante che proprio loro ci hanno liberati dalla dominazione nazista, non possiamo accettare quel principio dell’azione preventiva la quale collide in modo manifesto con l’art 11 della Costituzione.

Gia….l’art 11 della Costituzione…quella che i nostri padri costituenti ,provati dal regime fascista e nazista , diedero al popolo italiano affinchè potesse prosperare in pace.Una pace ultimamente minata a causa della voglia americana di “dominare” il mondo.

Quanto all’Iraq dubito che siano fatti passi in avanti…gli iracheni saranno certamente liberi ma più poveri ed analfalbeti.

…lo sfascio continua

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